Calvi Brambilla e Antonio Perazzi raccontano l'exhibition design e il lanscape design dell'installazione di Elle Decor Italia per la Milano Design Week
La mostra Design Forever di Elle Decor Italia, appuntamento imperdibile del Fuorisalone 2022, si è inaugurata oggi, a Palazzo Bovara. L'installazione, ideata per la Milano Design Week, racconta l’abitare contemporaneo (e la sua evoluzione) attraverso la visione creativa di Calvi Brambilla, autori dell'exhibition design, e di Antonio Perazzi che firma il landscape design. Il progetto, come recita il titolo, è un tributo al buon design, quello senza tempo, ma anche un omaggio al sessantesimo compleanno del Salone del Mobile.
Lo spiega bene il punto di vista degli architetti che hanno disegnato il set up: «L’idea è che pezzi d’arredo lontani nel tempo possano convivere nelle nostre case, perché se un oggetto è stato disegnato bene e in maniera interessante, non ha età” - raccontano Fabio Calvi e Paolo Brambilla, titolari dell’omonimo studio con sede a Milano. “Elle Decor sa che siamo cultori del design, non solo perché fa parte del nostro lavoro ma perché l’arredo è una nostra grande passione. Così siamo andati a cercare nei cataloghi delle aziende pezzi storici e contemporanei: non necessariamente le icone che conoscono tutti, ma pezzi bellissimi meno conosciuti dal grande pubblico. Anche nell’allestimento degli interni abbiamo adottato una modalità progettuale simile, immaginando ambienti che rimandano ad esempi celebri del passato con analogie a tendenze contemporanee, con un gioco di echi tra interni e arredi dal linguaggio familiare e fresco allo stesso tempo.»
Muoversi lungo il percorso espositivo è un'esperienza immersiva che si dipana all'interno di un contesto volutamente analogico che ibrida il mostrare con l'abitare. Le stanze al primo piano, da percorrere in successione, sono pensate in modo da costituire ognuna un preciso capitolo di un racconto che mescola riferimenti radicali, disposizioni evergreen, accostamenti inusuali e materiali innovativi.
Protagonista, come già detto, è il design. Eppure ad accogliere i visitatori nel cortile del Palazzo è lo spazio verde immaginato da Antonio Perazzi - scrittore, botanico e paesaggista. «Quando ho fatto il sopralluogo sono rimasto colpito dal bel cancello in fondo, oltre il quale viene voglia di scoprire cosa c'è» - racconta Perazzi. «Milano è piena di giardini nascosti, persino nei luoghi dove si passa spesso, che non si immagina abbiano profondità e capacità di estraneazione. Per accentuare questo valore potenziale del cortile, l’allestimento è stato realizzato con siepi di Canfora ed Eugenia, bellissima pianta parente del mirto. Queste siepi sono come delle quinte di un teatro, che fanno sì che - come in un giardino giapponese - in pochissimo spazio si crei un intero paesaggio. Da qui fanno capolino altre piante che si discostano dalla Milano “tropicale” caratterizzata da quelle a foglia larga, e guardano a una selezione un po’ speciale che strizza l’occhio ad epoche remote. All’ingresso ci sono quindi delle Cicadacee, piante preistoriche che accoglieranno le persone al loro arrivo e le accompagneranno a scoprire e a vivere gli arredi outdoor».
“Credo che i giardini debbano essere seducenti, luoghi che appartengono a ciascuno di noi come una folata di vento o come quei profumi di fiori che immortalano un momento per tutta la vita» - continua Antonio Perazzi, spiegando come spesso siano le sensazioni più effimere e comuni a connotare i nostri ricordi. «Quindi a decorare l’ambiente ci sono fiori scarlatti, a renderlo profumato invece i Gelsomini siciliani, che iniziano a fiorire proprio a giugno. Per me era importante dare forma a un luogo fresco e ombroso, dove riposarsi dai ritmi frenetici del Fuorisalone ma anche appartarsi per discutere di business o fare l’itinerario degli appuntamenti del giorno. E in continuità con il tema della mostra, per accompagnare questi momenti, ho scelto delle piante con cui abbiamo tutti familiarità, che spesso si trovano in molte case e cortili ma di cui magari non sappiamo il nome, e che soprattutto continuano ad essere presenti anche quando cambia la moda del giardino.»
Dalla dimensione outdoor, salendo al primo piano di Palazzo Bovara si entra in quella indoor. Il primo ambiente che si incontra è una zona reception rivestita da una maglia metallica che lascia intravedere le decorazioni originali delle pareti. Spiegano Calvi Brambilla, «ci è piaciuto giocare con il rapporto tra l’allestimento e l’architettura del palazzo d’epoca che ci accoglie.» Dopodiché si entra nel vivo della mostra che «inizia con una installazione che richiama molti esempi di arte contemporanea: nell’ambiente sono collocati cubi specchianti che rappresentano sulle diverse facce gli oggetti che abbiamo selezionato. Come nelle opere di Pistoletto dedicate agli specchi, sui cubi si riflettono contemporaneamente lo spazio e i visitatori. Ci piace che il design sia vivo e vissuto, non museificato, e questa rappresentazione per noi vuol dire far confluire le persone e lo spazio in cui poniamo gli arredi. È un messaggio di vitalità del design.»
«A seguire si entra in un piccolo spazio che abbiamo chiamato Pivot, dove già si iniziano a intravedere alcuni oggetti, e dal quale si accede a un secondo ambiente - quello centrale che distribuisce alle stanze - dal titolo Color Wake. Qui si trova un'installazione interattiva touchless curata dallo studio Kokoschka Revival. Lo spazio è interamente bianco con aloni di colori che individuano il visitatore e lo seguono nella stanza, grazie a un sistema di sensori che lo illumina dolcemente con sfumature colorate e lo accompagna nel percorso.»
«Si arriva quindi al cuore della mostra, dove si trovano quattro ambienti che per noi esprimono altrettanti modi attuali di vivere gli spazi da abitare, senza che siano divisi per funzione. Tutti hanno forti rimandi a icone del passato che hanno segnato il nostro abitare contemporaneo.
Il primo è Pure: una stanza con oggetti fortemente geometrici, che giocano con le forme primarie come cilindri, quadrati, sfere. Sono oggetti disegnati con l'emisfero sinistro del cervello, razionali e minimalisti - qui ci sono per esempio la poltrona disegnata nel 1969 dagli Archizoom e prodotta da Poltronova, ma anche pezzi recentissimi come la lampada Sawaru di Nendo per Flos o la cucina di Arclinea. Abbiamo quindi accostato sì questi oggetti, ma in uno spazio interamente coperto di pelliccia sintetica - come si è spesso visto ultimamente in sfilate e showroom, ma come si era anche già visto in ambienti di avanguardia (come quello della storica scala di Nanda Vigo realizza nel 1965) che hanno utilizzato l’idea di rivestire le pareti con qualcosa di tattile da accarezzare.»
«La seconda stanza si chiama Mobile e qui abbiamo raccolto oggetti che cambiano la loro conformazione per adeguarsi alla vita di chi li usa, in una celebrazione della libertà nello spazio architettonico. Sono oggetti dinamici ospitati in un interno che si ispira ai progetti di Gio Ponti ed Ettore Sottsass tutti a righe. Questa stanza sembra una pista da corsa e siccome è la più piccolina, a fianco del caminetto abbiamo posizionato alcuni specchi che ne moltiplicano lo spazio (e il pattern).»
«Poi si incontra Bold, la terza stanza, dedicata a tutto quel design a mano libera, con molte curve, grandi volumi, linee materne, accoglienti e corpose. Anche qui sono moltissimi i pezzi d’arredo pazzeschi, firmati da autori che spaziano da Cini Boeri a Konstantin Grcic, da Mario Bellini a Luca Nichetto. Per contrasto qui gli interni sono interamente metallici, argentati e riflettenti, così questi oggetti sembrano quasi degli esseri viventi biomorfi. Anche questa è una tendenza recente seppure ancorata al passato dell’architettura radicale italiana, quella in cui si incontrano esperienze molto fredde in acciaio e altre estremamente tattili - in questo caso le tende in velluto rosa»
«L'ultima stanza è infine Hybrid, che conclude il percorso con una selezione di oggetti crossover: fluidi, ibridi, che sfidano le convenzioni e che sembrano i più significativi della nostra attualità - scrivanie che non sono scrivanie, tavoli che non sono tavoli, lampade da tavola che si poggiano a terra, alberi che diventano portafiori, sedie su cui manca lo spazio per sedersi e altri progetti borderline. Qui la borghese sala d’epoca decorata da stucchi e colonne che ospita hybrid, ha a terra un pavimento in gomma industriale e al centro un aggregato di pezzi d’arredo che comprende un mobile multifunzione di USM - un classico del design, nato per l'ufficio e diventato per la casa - una vasca da bagno e un letto matrimoniale. Attorno a questo nucleo si articolano una serie di pezzi di design nuovissimi o vecchissimi ma sempre di attualità, mentre sul perimetro della stanza abbiamo realizzato una boiserie con delle piastrelle di Marazzi. La sala è così quasi una grande vasca dentro la quale convivono tutti questi pezzi e non c'è più distinzione tra lo spazio di lavoro, lo spazio per il benessere, lo spazio per il privato e lo spazio per accogliere gli amici. L’ambiente è diviso in tre zone che però si contaminano per funzione: il mobile del bagno è una perfetta scrivania per lavorare da casa, i mobili da esterno sono usati all’interno e ognuno di questi arredi è utilizzato in maniera innovativa. È uno spazio divertente, provocatorio, con un'ibridazione di linguaggi.»
«Verso l’uscita si trova poi un espositore in FENIX con una serie di maniglie molto belle ed infine si entra nel ristorante. Qui ci siamo posti con ironia rispetto al tema del salotto e abbiamo giocato tutto il set up sui colori del rosso e dell’aragosta con tavoli e sedie di Kartell. Dal lato opposto si trova una piccola lounge, un giardino d’inverno scherzoso celato dalle piante.
Tutto il progetto di Elle Decor Design Forever - nel quale ha contribuito anche Simona Silenzi per la parte di styling - è per noi un grande gioco di riferimenti incrociati tra presente e passato; abbiamo cercato il design più raffinato e interessante, sforzandoci però allo stesso tempo di rendere questi pezzi godibili. Ci auguriamo che le persone appassionate di design trovino oggetti che magari avevano dimenticato o che non avevano mai visto, e che i visitatori curiosi che conoscono meno a fondo il nostro mondo possano trascorrere qui del tempo piacevole.»
Il reportage di Angelo Ferrillo è stato scattato con una Leica SL2s
Dal 6/6 al 12/6 a Palazzo Bovara, corso Venezia 51, Milano. Orari. 6/6: h 15:00 - 20:00. 7, 10, 12/6: h 10:00 - 19:00. 8, 9, 11/6: h 10:00 - 20:00.
Da un’idea di Elle Decor Italia
Exhibition Design: Fabio Calvi e Paolo Brambilla, Studio Calvi Brambilla
Exhibition Design Coordination: Marina Cinciripini
Partner: AcquarioDue, Amini Carpets, Arclinea, Arflex, Axolight, B&B Italia, Busnelli, Cassina, Cristina Rubinetterie, de Sede, Delta Light, Desalto, Dooor, Ento, Ethimo, Expormim, Fenix® Innovative Materials for Interior Design, Flos, Freifrau Manufaktur, Geberit, Homapal®, Kaldewei, Karakter, Kartell, Lodes, Louis Poulsen, Magis, Marazzi, Poltrona Frau, Poltronova, Porro, Saba, Somma1867, Tecno, Tooy, Tribù, Twils, USM Modular Furniture, Zanotta Architectural Lighting partner: iGuzzini
Photography partner: Leica Camera Italia
Travel and Tourism partner: Regione di Berna con città di Berna e Interlaken
Fragrance partner: Calé Fragranze d’Autore
Fashion partner: Levi’s
Technical partner: Atelier Vierkant, Dresswall, Gerflor, Glamour Textile Design Lab, Kvadrat, Radici
Social Media partner: P’n’P’ communication
Wine partner: Ciù Ciù Tenimenti Bartolomei
Thanks to: Alessi, Arnolfo di Cambio, Bloc Studios, Brionvega, Corraini Edizioni, Danese, Edizioni Henry Beyle, Ennio Nonni, Equazione Beauty, Forma&Cemento, Galleria Luisa Delle Piane, Galleria Rossana Orlandi, Georg Jensen, Ichendorf, Internoitaliano, Manisante, MMairo, Moustache, Mutina, Muuto, Nero Design Gallery, Nuoveforme, Paola C., Paradisoterrestre, Plan C, Salvatori, SowdenLight, Studio Terrae, Zaven, Vitra, When Objects Work, Woodyzoody